contributi,  SPAZIO PERSONALE

Fonte Avellana – il pensiero immaginale, tra meditazione e poesia

Legni – una lettura devadatta

di Paolo Pistoletti

contributo pubblicato su
Dove sta andando il mio italiano?
AA.VV, Fara Editore – atti dell’incontro a Fonte Avellana – giugno 2014

[sintesi ripensata]

Confesso che, da molto tempo, nutro una particolare disaffezione nei confronti di certo pensiero teoretico e sistematico. Nei confronti di certo linguaggio astratto. Questa presa di distanza aveva avuto, tra l’altro, già un’accelerazione proprio al termine dei miei studi istituzionali. Del resto, già da alcuni anni, in quel sapere non trovavo più quello che cercavo. Nessuna profondità. Niente vita. 

Tutto il corredo del linguaggio colto e dialetticamente efficace lo avvertivo oramai solo come una forma inerte. Quelle cattedrali di parole erano divenute solo argomentazioni oziose: una inutile fraseologia.

Quindi quegli studi erano inadeguati. Al di là della suggestiva veste, quelle riflessioni, oramai, non mi appartenevano più. Non le sentivo più come espressione di un pensiero vivente.

Intanto, però, gradualmente avevo anche appreso – in un cammino tra meditazione e ricerca della parola – che una certa lettura può trasformarsi in un itinerario interiore. Un movimento che va dalla forma scritta all’immagine, fino al pensiero più intimo.

Ed è così, allora, che ho iniziato ad approfondire con più impegno, alcune vie connesse con il pensiero, che, già da tempo, frequentavo: la poesia ma soprattutto, la concentrazione (Massimo Scaligero).

Esiste uno stato nel quale si può entrare mediante un accrescimento dell’attenzione, risalendo il pensiero. Essere presenti al pensare. Imparando parallelamente un’altra percezione delle cose. Una visione del reale che intensificandosi [dopo tanto-tanto tempo] potrebbe trovare anche una propria espressione formale.

“Chi cerca la vita trova la forma, chi cerca la forma trova la morte” (Eduardo de Filippo)

Certo, una conquista ogni volta breve. Un traguardo mai definitivo. Un esercizio da riprendere di continuo.

Un pensiero immaginale quindi orientato verso l’intensità. Verso il conoscere. Non verso il sapere, non verso la quantità. Pensare un chiodo con un pensiero concentrato porta più in là che pensare astrattamente il divino. Partire dal pensiero, quindi, dal “Regno” che è [già] in noi.

Meditazione [concentrazione, contemplazione] e poesia possono incontrarsi, quindi, per dare luogo ad altre forme.

Dove sta andando il mio italiano? [AA.VV] Fara Editore 2014 – a cura di Alessandro Ramberti
Atti dell’incontro a Fonte Avellana – 20-22 giugno 2014
https://www.faraeditore.it/nefesh/mioitaliano.html

lavora in biblioteca. Terminati gli studi in Giurisprudenza e in Teologia ha continuato ad approfondire i contenuti di alcune correnti spirituali d’oriente e d’occidente, ampliando, allo stesso tempo, la sua ricerca poetica. Nel corso degli ultimi anni suoi contributi, sulla poesia e la parola, sono stati pubblicati da Fara Editore e dalle Edizioni CFR. É stato condirettore della collana di scrittura, musica e immagine “La pupilla di Baudelaire” della casa editrice Le loup des steppes. In poesia ha pubblicato Legni (Ladolfi Editore, 2014 - Premio “Oreste Pelagatti” 2015), il libro d'arte Borgo San Giovanni (Fiori di Torchio, Seregn de la memoria, 2018). Al di qua di noi (Arcipelago itaca Edizioni, 2023) è la sua ultima raccolta.

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