• POETICA

    Paul Valéry – La caccia magica. Il bosco della creazione poetica

    La caccia magica, per Valéry, è la caccia che la dialettica non interrompe mai nei confronti dell’esperienza artistica – braccandola di continuo “spingendola fin nel boschetto delle Nozioni Pure”. Ed è così che anche la critica letteraria, con pedanteria, si prodiga a “contare e misurare i passi della Dea”. Ciò accade perché filosofia e teoria restano vittime della fascinazione ambigua del linguaggio. Ossia cadono nella trappola di considerare l’ombra [la parola] come una cosa salda, non avendo familiarità con le ambiguità linguistiche. Mentre la poesia proprio di questo si nutre, perpetrando il mondo, nel suo mistero. Infatti nella foresta incantata del linguaggio, i poeti vanno proprio con l’intenzione di perdersi,…

  • POETI

    Jorge Luis Borges – da “Elogio dell’ombra”

    GIOVANNI, 1, 14JUAN, 1, 14 . Non sarà minor enigma questa paginadi quelle dei Miei libri sacriné delle altre che ripetonole bocche ignarecredendole di un uomo e non oscurispecchi dello Spirito.Io che sono l’È, il Fu e il Sarà,ancora una volta acconsento al linguaggio,che è tempo successivo e simbolo.Chi gioca con un bambino gioca con qualcosadi vicino e misterioso;io volli giocare coi Miei figli.Fui tra loro con stupore e tenerezza.Per opera di una magianacqui stranamente da un ventre.Vissi stregato, imprigionato in un corpoe nell’umiltà di un’anima.Conobbi la memoria,moneta che non è mai la stessa.Conobbi la speranza e il timore,i due volti del vago futuro.Conobbi la veglia, il sonno, i sogni,l’ignoranza,…

  • magia e poesia,  PROLEGOMENI

    Robert Graves – La Dea Bianca. Grammatica storica del mito poetico

    Questa di Robert Graves è un’opera immensa – decisiva per chiunque cerchi un pensiero vivo, sul mito, e quindi sulla poesia. Graves comprese che nelle storie mitiche si nascondono molti segreti. Così gli enigmi propri alla tradizione celtica divennero il centro dei suoi studi. In fondo a tutto ciò, egli, ritrovò la visione più profonda, quella propria a tutte le grandi mitologie. Quella della luce lunare che proviene dalla Dea Bianca, riconosciuta, infine, come primordiale Musa, come immagine della poesia. Il mito è un mondo magico, nel quale alcuni entrano, per operare con la parola poetica. Una vera grammatica, che insegna “una lingua sempre viva”. dalla presentazione de La Dea Bianca…

  • POETI

    Vittorio Magrelli – da “Ora serrata retinae”

    1980 . La porta si chiude modulandonei cardini il suono del corno.È il canto della nottel’armonia che giacevaignorata nel legno.Chiunque passando provocala musica sepolta, che ogni voltariaffiora diseguale.Forse un linguaggio ne governai termini e le misure, forse il caso.Il discreto disegnodella ruggine e dell’acquanarra la segreta epopea della soglia. … Valerio Magrelli, da Ora serrata retinae (Einaudi 1980) foto di Dino Ignani Vittorio Magrelli, nato a Roma nel 1957, è scrittore, traduttore e professore ordinario di Letteratura francese all’Università Roma Tre. Ha pubblicato Ora serrata retinae (Feltrinelli, 1980), Nature e venature (Mondadori, 1987), Esercizi di tipologia (Mondadori, 1992). Le tre raccolte, arricchite da versi successivi, sono poi confluite nel volume Poesie (1980-1992) e altre poesie (Einaudi 1996). Sempre…

  • OLTRE

    Vangelo secondo Giovanni – Prologo. In principio era il Logos

    In Principio Ἐν ἀρχῇ . GIOVANNI 1, 1-14 . 1In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. 2Egli era in principio presso Dio. 3Tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. 4In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. 5La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta. 6Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. 7Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. 8Egli non era la luce, ma…

  • ALTRA SAGGISTICA

    Harald Weinrich – La lingua bugiarda

    «Omnis homo mendax» (Salmo 115) In questo libro Weinrich affronta un tema molto vasto. La lingua grazie alla quale il pensiero [e la poesia] trovano la loro forma più autentica, è la stessa con la quale si può mentire. L’ampia gamma di strumenti retorici e linguistici elaborati nel corso della storia sta lì a dimostrarlo – la lingua convive sempre con la “seduzione”. La lingua bugiarda. Possono le parole nascondere i pensieri? (il Mulino 2007) dalla presentazione . Possono le parole nascondere i pensieri? La risposta, un’appassionata arringa contro una diffusa tradizione pessimistica, difende la «verità della lingua» e l’innocenza delle singole parole. Una fitta trama di rapporti lega il…