ALTRA SAGGISTICA

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    Harald Weinrich – La lingua bugiarda

    «Omnis homo mendax» (Salmo 115) In questo libro Weinrich affronta un tema molto vasto. La lingua grazie alla quale il pensiero [e la poesia] trovano la loro forma più autentica, è la stessa con la quale si può mentire. L’ampia gamma di strumenti retorici e linguistici elaborati nel corso della storia sta lì a dimostrarlo – la lingua convive sempre con la “seduzione”. La lingua bugiarda. Possono le parole nascondere i pensieri? (il Mulino 2007) dalla presentazione . Possono le parole nascondere i pensieri? La risposta, un’appassionata arringa contro una diffusa tradizione pessimistica, difende la «verità della lingua» e l’innocenza delle singole parole. Una fitta trama di rapporti lega il…

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    Hans Belting – I canoni dello sguardo. L’Oriente e l’Occidente

    L’esergo di questo libro di Belting, composto da cinque citazioni illuminanti, rimarca le differenze filosofiche tra “Oriente” e “Occidente”. Salta, infatti, subito agli occhi come in Alhazen [filosofo arabo dell’XI secolo] vi sia un punto di vista totalmente altro – ribaltato rispetto a quello degli altri quattro autori occidentali [Bryson, Rotman, Pascal, Niezsche]. Il pensiero di questi ultimi, infatti, è già improntato dal concetto di prospettiva sviluppatosi nel rinascimento. E comunque va detto che, anche grazie a una rilettura [tutta occidentale] della teoria araba dell’immagine, verrà approfondita, anche per fini funzionali, la teoria prospettica occidentale. Che poi questo è uno degli scopi del lavoro di Hans Belting, ossia quello di…

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    Roberto Calasso su Charles Baudelaire – pensare il genio

    L’oscurità naturale delle cose . Da La folie Baudelaire (Adelphi editore) di Roberto Calasso, dal suo incipit, estraiamo i pochi elementi che ci permettono l’avvicinamento al genio di Baudelaire – al di là della sua personalità. La percezione del suo essere. * Baudelaire proponeva alla madre Caroline incontri clandestini al Louvre: «Non c’è posto a Parigi dove si possa chiacchierare meglio; è riscaldato, si può rimanere in attesa senza annoiarsi, e d’altra parte per una donna è il luogo d’incontro più decente». La paura del freddo, il terrore della noia, la madre trattata come un’amante, la clandestinità e la decenza congiunte nel luogo dell’arte: soltanto Baudelaire poteva combinare questi elementi…