POETI

Emily Dickinson – ancora non l’ho detto al mio giardino

50.


Ancora non l’ho detto al mio giardino –
perché mi potrebbe sopraffare.
Non ho certo la forza a questo punto
di rivelarlo all’ape –


non ne farò parola per la strada
stupirebbe le botteghe che io –
quella cosí ignorante – cosí timida
abbia la sfrontatezza di morire.


Non devono saperlo le colline –
dove ho vagato tanto –
e non ditelo alle foreste devote
il giorno in cui dovrò andare –


né si sussurri a tavola –
né si accenni per la via sbadatamente
che oggi una entrerà
dentro l’enigma –

Emily Dickinson, da Poesie (Einaudi 2023)

traduzione di Silvia Bre

Emily Dickinson (Amherst, Massachusetts, 1830 – ivi 1886). Ebbe una vita priva di eventi esteriori, scegliendo, dopo i trent’anni, il volontario isolamento nella casa paterna. Non ebbe contatti diretti col mondo intellettuale e si stacca infatti dal contesto letterario della letteratura romantica americana, cui cronologicamente e geograficamente appartiene: la più avvertibile presenza letteraria americana rimane senza dubbio quella di Emerson, ma le immagini e il linguaggio poetico della D. tradiscono altri e più lontani influssi. Da quello shakesperiano, addirittura dominante, a quello dei poeti “metafisici” del Seicento inglese, per giungere infine alla Bibbia da cui questa poetessa del dubbio ontologico e dell’angoscia religiosa trasse vocabolario, immagini e perfino ritmi. La tematica della poesia dickinsoniana è senza zone intermedie: dalle piccolissime cose della vita quotidiana che rappresentano la cornice esterna della sua esistenza, ai grandi temi della vita dell’anima (amore, morte, eternità) che ne rappresentano le angosce essenziali e permanenti e che acquistano effettiva dimensione lirica nel dominante tema della solitudine, che per la D. si risolve in stato di sospensione e paura, senso di esclusione ed esasperata consapevolezza della fragilità del reale. Il vocabolario, ricchissimo, allinea accanto a termini di ricercata evocatività parole attinte a piene mani nei settori più varî (dalla terminologia giuridica a quella scientifica, dalla culinaria alla teologia). La sua fama, tutta postuma, s’iniziò con l’edizione dei Poems (1890), si accrebbe con la pubblicazione delle sue lettere (1894, ediz. accresciuta 1931) e ancor più con la scoperta d’un cospicuo gruppo di altre poesie, Further poems (1929). L’intera opera è riunita nell’ediz. critica definitiva curata da Th. H. Johnson: Poems (3 voll., 1955); Letters (3 voll., 1958)

Biografia – dal Dizionario Biografico Treccani:

https://www.treccani.it/enciclopedia/elenco-opere/Dizionario_Biografico

lavora in biblioteca. Terminati gli studi in Giurisprudenza e in Teologia ha continuato ad approfondire i contenuti di alcune correnti spirituali d’oriente e d’occidente, ampliando, allo stesso tempo, la sua ricerca poetica. Nel corso degli ultimi anni suoi contributi, sulla poesia e la parola, sono stati pubblicati da Fara Editore e dalle Edizioni CFR. É stato condirettore della collana di scrittura, musica e immagine “La pupilla di Baudelaire” della casa editrice Le loup des steppes. In poesia ha pubblicato Legni (Ladolfi Editore, 2014 - Premio “Oreste Pelagatti” 2015), il libro d'arte Borgo San Giovanni (Fiori di Torchio, Seregn de la memoria, 2018). Al di qua di noi (Arcipelago itaca Edizioni, 2023) è la sua ultima raccolta.

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