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    André Breton – una poesia: “Quanto alle divinità”

    Quanto alle divinità a Louis Aragon . «Un po’ prima di mezzanotte vicino all’imbarcadero.Se una donna arruffata ti segue non ti preoccupare.È l’azzurro. Non hai niente da temere dall’azzurro.Ci sarà un grande vaso biondo in un albero.Il campanile del villaggio dai colori fusiTi servirà da riferimento. Non avere fretta,Ricordati. Il geyser bruno che getta al cielo i germogli di felceTi saluta». La lettera sigillata in tre punti con un pescePassava ora nella luce delle periferieCome l’insegna da domatore.Del restoLa bella, la vittima, quella che chiamavanoNel quartiere la piccola piramide di resedaScuciva solo per sé una nuvola simileA un sacchetto di pietà. Più tardi l’armatura biancaChe si occupava delle faccende di…

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    Margherita Guidacci – una poesia da “Paglia e polvere”. Le ceneri, l’eclisse

    (15 febbraio 1961) FU LA SERA IMPROVVISA… . Fu la sera improvvisa, non nel corso del tempo.E non ebbe corteggio di gloria occidentaleNé bandiere di fiamma che ondeggiasseroSui confini del cieloNe lento addio, promessa del ritorno. Trafiggesse alle spalle il sole inconsapevole.L’empio tramonto nell’oriente(Luce mutata in pietra, foglie mutate in piompo,Acque abbrunate in un immenso lutto)D’ogni creatura fece statua silenteE dell’aria cinereaL’opaco specchio del mortale orrore. … . Margherita Guidacci, Le poesie. A cura di Maura del Serra (Le lettere, 1999) la poesia si trova nella raccolta Paglia e polvere, del 1961 foto di Dino Ignani Margherita Guidacci, poetessa italiana (Firenze 1921 – Roma 1992). Studiosa di lingua e letteratura inglese,…

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    Federico García Lorca – una poesia dedicata a Guillermo de la Torre

    a Guillermo de la Torre Città . La torre dice «fin qui»ed il cipresso «io più in là». Uomini e donne creanola Babele delle parole. Avanzano per i tettiviolenti zigzag ed ellissi. La città orna la sua frontecon piume di fumo e sibili. Tutti cercano ciò chenon potranno mai trovaree l’erba cresce davantial portico del Lì. . a Guillermo de la Torre Ciudad . La torre dice «hasta aquí»y el ciprés «yo más allá». Hombres y mujeres hacenla Babel de las palabras. Avanzan por los tejadosviolentos zigzag y elipses. La ciudad adorna su frentecon plumas de humo y silbidos. Todos buscan lo que nopodrán encontrar jamásy la hierba crece anteel…

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    Alfonso Gatto – Una poesia da “Isola”

    CARRI D’AUTUNNO . Nello spazio lunarepesa il silenzio dei morti.Ai carri eternamente remotiil cigolìo dei lumiimprovvisa perduti e beativillaggi di sonno. Come un tepore troveranno l’albagli zingari di neve,come un tepore sotto l’ala i nidi. Così lontano a trasparire il mondoricorda che fu d’erba, una pianura. … . Alfonso Gatto, Tutte le poesie. A cura di Silvio Ramat (Mondadori, 2017) poesia tratta da Isola (1929-1932) Alfonso Gatto, poeta italiano (Salerno 1909 – Grosseto 1976); praticò da giovane diversi mestieri; collaboratore di giornali e riviste, nel 1938-39, fu, con V. Pratolini, redattore di Campo di Marte, quindicinale fiorentino di “azione letteraria e artistica”, a tendenza ermetica. Esordì con una raccolta di liriche, Isola (1932)…

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    William Butler Yeats. Una poesia: “La duplice visione di Michael Robartes”

    La duplice visione di Michael Robartes . I. Sulla grigia roccia di Cashel l’occhio della menteHa evocato gli spiriti freddi che si generanoQuando la luna vecchia è svanita dal cieloE la nuova ancora nasconde il suo corno.Sotto occhi senza sguardo e dita mai in riposoIl particolare è frantumato in polvere fino a farsi uomo.Quando ebbi il mio volere?Oh, non da quando incominciò la vita.Coatto, giudicato, frustrato, piegato e raddrizzatoDa queste mascelle articolate da fili e da queste membra di legno,A loro volta obbedienti,Senza conoscere il male o il bene;Obbedienti a un qualche magico afflato occulto.Non sentono neppure, cosí astratte esse sono,Cosí morte oltre la nostra morte,Esultanza per il nostro obbedire.…

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    Cristina Annino – una poesia da “Le perle di Loch Ness”

    Resurrezione nella musica . Mi scollai per estasi, entraiin teatro con gli altarini. Erano cosìgli ottoni che fannopiangere? cannoni d’estremofiato. Saltai sulla testa di lorocon la bacchetta in mano. Oh, statodivino, ho in mente di nuovoun’orchestra! Chiesiperdono ai pianisti in piedi,alle code lisce, al muto pescedel suono. Facevano acqua senzame, le candele spente? davola mano persinoai clarini. L’orchestra che pocomancava che andasse a fondo, oddio!ritto la dirigo ora sull’orlo d’uncratere spento, diffonda pure la nostra cenere. … Cristina Annino, Le perle di Loch Ness (Arcipelago itaca Edizioni, 2019) Cristina Annino, pseudonimo della poetessa e scrittrice italiana Cristina Fratini (Arezzo 1941 – Roma 2022). Laureata in Lettere moderne presso l’università di Firenze, nella…