CRITICA

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    Giovanni Raboni – Meglio star zitti? Scritti militanti. Stroncatura di Marcel Proust come poeta

    Da critico, Giovanni Raboni esprimeva sempre, con schiettezza e senza timori, le proprie posizioni, così come la propria avversione nei confronti di opere ritenute “brutte” [anche se firmate da personaggi influenti e apprezzati]. Poiché, per lui, il dovere della critica militante, era proprio quello di adempiere a un imperativo imprescindibile: essere per il pubblico una guida onesta e attendibile. «Una stroncatura – diceva – pur che abbia un minimo di fondamento, serve alla buona salute della letteratura cento volte di più, non solo del silenzio, ma anche di un elogio infondato». L’imperativo filosofico per il critico, secondo Raboni, doveva essere quello di «far apparire l’oggetto» dell’opera [attitudine derivata dalla fenomenologia…

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    Carlo Bo su Leonardo Sinisgalli – Un poeta tra modernità e terra d’origine

    Tutta l’attività critica di Carlo Bo è stata una profondissima testimonianza d’amore per la letteratura. “La letteratura – scriveva – è una strada, e forse la strada più completa, per la conoscenza di noi stessi, per la vita della nostra coscienza”. Nelle poche righe che seguono, dedicate al poeta Sinisgalli, Bo mostra proprio questa sua sensibilità ermeneutica nei confronti di un’opera e quindi del suo autore. Un ritratto delicatissimo, mediante una composizione priva di tecnicismi, capace di porre in luce la complessità del vissuto esistenziale e insieme artistico del poeta. Pochi tratti essenziali, delineati, tra memoria e storia. Da Poesia italiana del Novecento. (Garzanti 1980), Volume secondo. Voce: Leonardo Sinisgalli…

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    Cesare Garboli su Sandro Penna. La poesia e la gioia di sentirsi anonimi, liberi e soli

    Al centro di questo originalissimo ritratto delineato da Garboli, Penna compare come una figura eterea, sospesa tra tempo e non tempo. Il poeta umbro viene, quindi, rappresentato nella sua dimensione umanissima – immersiva eppure frontale. Come straniata, tra sogno e gioia angosciosa Da Poesia italiana del Novecento (Garzanti 1980), Voce: Sandro Penna (a cura di Cesare Garboli): pp. 525-526 . La poesia di Penna nasce dal grande serbatoio pascoliano (« ascolto i miei pensieri / piegarsi sotto il vento occidentale ») e dannunziano, fra «estati guaste » e un oscuro nesso vita-sogno, fra perdite di memoria e pronti rimedii di stile panico (« Nel cuore è quasi un urlo /…

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    Stefano Agosti – Una lunga complicità. Uno scritto su Andrea Zanzotto

    Grazie alla straordinaria capacità critica di Agosti, l’opera poetica di Zanzotto è divenuta, sotto certi aspetti, più accessibile. Molti decenni di frequentazione personale con il poeta hanno sicuramente agevolato il critico in questo processo ermeneutico. La sua analisi dei testi, frutto di un’auscultazione profonda, tra linguistica e psicoanalisi, ci rivela infatti il senso di una realtà poetica tra le più complesse della contemporaneità. Un’opera ricchissima di rimandi simbolici e analogie sotterranee, di elementi fonici, e quindi anche di influssi teorici. Questo libro di Agosti è una mappa ricchissima per chiunque intenda investigare la poesia. Zanzotto, con la sua raccolta La Beltà (1968) crea come uno spartiacque in letteratura. Una assoluta sovversione,…

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    Antonio Prete – la poesia del vivente

    Leopardi con noi. Un’antropologia poetica L’incipit di questo lavoro di Antonio Prete ci introduce nel pensiero leopardiano, come in un moto circolare. Incontrando tra opposti la forza di una presenza, tra l’inattingibile e il terrestre. Leggerezza e cosmo, insieme. Da La poesia del vivente (Bollati Boringhieri 2019) pp. 12-13 «Una casa pensile in aria sospesa con funi a una stella»: è un frammento dello Zibaldone datato 1° ottobre 1820. La frase, che può sembrare una scaglia fantasiosa e stralunata nella fitta trama di un pensiero filosofico e filologico, può fare da epigrafe a una riflessione sull’antropologia poetica di Leopardi. Perché espone, nell’improvviso di un’immagine, elementi propri del procedimento conoscitivo leopardiano:…

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    Pier Vincenzo Mengaldo – su Corrado Govoni

    il suo sterminato repertorio di immagini è stato una riserva a cui quei poeti (a cominciare da Ungaretti e Montale) hanno attinto a piene mani . Oggi un rilancio del significato innovatore della prima stagione di Govoni è stato effettuato soprattutto nella Poesia del Novecento di Sanguineti; ma una indagine analitica deve in sostanza cominciare ancora. La cultura poetica del primo Govoni, più ampia e di prima mano di quanto generalmente non si sospetti e capace di inedite contaminazioni (come in Vas luxuriae quella di Louÿs e di Lucini con D’Annunzio), è tuttavia compresa di massima nel triangolo consueto per i crepuscolari: Pascoli, D’Annunzio (qui anche il pre-paradisiaco) e simbolisti…