POETICA

  • POETICA

    Paul Valéry – La caccia magica. Il bosco della creazione poetica

    La caccia magica, per Valéry, è la caccia che la dialettica non interrompe mai nei confronti dell’esperienza artistica – braccandola di continuo “spingendola fin nel boschetto delle Nozioni Pure”. Ed è così che anche la critica letteraria, con pedanteria, si prodiga a “contare e misurare i passi della Dea”. Ciò accade perché filosofia e teoria restano vittime della fascinazione ambigua del linguaggio. Ossia cadono nella trappola di considerare l’ombra [la parola] come una cosa salda, non avendo familiarità con le ambiguità linguistiche. Mentre la poesia proprio di questo si nutre, perpetrando il mondo, nel suo mistero. Infatti nella foresta incantata del linguaggio, i poeti vanno proprio con l’intenzione di perdersi,…

  • POETICA

    Eugenio Montale – È ancora possibile la poesia? Discorso all’Accademia di Svezia

    12 Dicembre 1975. In occasione del conferimento, a lui, del Premio Nobel per la letteratura. Sulla linea di un pensiero-luce propria a ogni grande poeta, Montale, impronta il suo discorso non perdendo mai di vista l’essere autentico della poesia, dandone testimonianza con ogni sua parola. Al di là dei vari temi toccati, quindi, tutti ancora attualissimi, vi è un nucleo che comunque il poeta percepisce stabile in sé, sempre. Anche [e soprattutto] quando tutto intorno, inevitabilmente, si agita – come fa il mondo con le sue frenesie. Da Eugenio Montale, Sulla poesia. A cura di Ida Campeggiani (Mondadori 2023). Alcuni estratti da pp. 30-34 . 12 dicembre 1975 . […]…

  • POETICA

    Osip Mandel’štam – Il Programma del pane. Come lievita la poesia

    Al centro di questo volume Osip Mandel’štam pone la parola poetica, come lievito per produrre armonia. È la metafora del lievito e del pane, del mondo come focolare domestico. E del poeta come poeta-lievito, che, a suo modo, cerca quindi di curare la storia, attenuandone violenza e brutalità. Tanto da addolcirne anche i tratti più terribili, perfino quelli del padre più spaventoso (Ode a Stalin). Con il presentimento, anche, della propria condanna all’annientamento. In questo breve passo al centro vi è il poeta con la sua parola, per sempre, al di là della forma, come in una continua resurrezione. PAROLA E CULTURA Da Il Programma del pane. Come lievita la…

  • POETICA

    Sergio Solmi – Meditazioni sullo scorpione. Memoria e creazione

    L’opera e la sua creazione. L’idea iniziale come una “folgore” tra le tenebre, e poi la memoria con le sue ombre. Il distacco da sé, da tutto quello che non ci appartiene più. In queste poche righe Sergio Solmi ci offre, con la sua prosa, i barlumi della sua poetica. da Meditazione sullo scorpione (Adelphi) pp 13-14 MEMORIA E CREAZIONE Chi, rileggendo per la terza o quarta volta di seguito la pagina appena scritta, se non è affetto da incorreggibile presunzione, può trattenere un moto di nausea? Avviene in quel caso come a chi guardasse alla lente una guancia di fanciullo, che non saprebbe spiegarsi quante rugosità, e solchi, possano…

  • POETICA

    Marina Cvetaeva – la parola: il cielo più basso della terra

    Ancora da Il poeta e il tempo (adelphi editore) dove Cvetaeva ci offre la sua poetica forte, priva di tentennamenti. Si potrebbe dire che Il suo punto di vista sia l’esatto contrario di quello più diffuso oggi, tra molti addetti ai lavori. Oggi, infatti, si pensa per lo più alla poesia come a un fine. Dalla poesia si parte e poi non si va oltre. Nella poesia si sta come in una riserva. Nella poesia si sta, ma non si è. Così cresce la retorica – e il metapoetico. Una poesia che si nutre di sé stessa, delle proprie forme. Dove non si trova più la vita. La fonte [l’essenza]…

  • POETICA

    Marina Cvetaeva – i tre tipi di poeta

    Tentativo di gerarchia Un buon poeta. Un grande poeta. Un poeta sublime. . Marina Cvetaeva in questo testo (Il poeta e il tempo, Adelphi editore, 2009) riesce, in pochi tratti, a delineare una tripartizione ideale, dalle sfumature sottilissime. Tutto il discorso può essere colto seguendo i movimenti del suo pensiero vivente. Risalendo supporto dopo supporto, ogni sapere dato per acquisito. Tutto ciò che sembrava solido e che invece adesso sembra svanire, per lasciare il posto alla percezione di una realtà più vera, più essenziale.   [pp. 92-93] Buon poeta può essere qualunque poeta. Dipende dall’intensità del suo dono poetico. Ma per il grande poeta un grande dono poetico è poco,…