• POETICA

    Sergio Solmi – Meditazioni sullo scorpione. Memoria e creazione

    L’opera e la sua creazione. L’idea iniziale come una “folgore” tra le tenebre, e poi la memoria con le sue ombre. Il distacco da sé, da tutto quello che non ci appartiene più. In queste poche righe Sergio Solmi ci offre, con la sua prosa, i barlumi della sua poetica. da Meditazione sullo scorpione (Adelphi) pp 13-14 MEMORIA E CREAZIONE Chi, rileggendo per la terza o quarta volta di seguito la pagina appena scritta, se non è affetto da incorreggibile presunzione, può trattenere un moto di nausea? Avviene in quel caso come a chi guardasse alla lente una guancia di fanciullo, che non saprebbe spiegarsi quante rugosità, e solchi, possano…

  • POETI

    Giovanni Raboni – da Quare tristis

    Piú la gente che c’era se ne va . Piú la gente che c’era se ne va o si nasconde e meno avrebbe senso lasciarla da vivo questa città senza vita. Sí, ogni tanto ci penso, . immagino un altro cielo, un incenso meno acre ma chi me lo ridà l’alitare, il parlottare, l’immenso silenzioso brusío di chi non ha . casa che nel mio ricordo? Per quanti siano i vivi che amo non saranno mai tanti come loro, gli sfrattati . dal tempo, i clandestini, gli abbonati fuori elenco a telefoni che hanno numeri di cinque cifre soltanto. … Giovanni Raboni, da Quare tristis, (Mondadori 1998) Giovanni Raboni, poeta…

  • contributi,  SPAZIO PERSONALE

    Fonte Avellana – Il silenzio paterno

    di Paolo Pistoletti in AAVV, Il tempo del padre – atti dell’incontro a Fonte Avellana (giugno 2015), Fara Editore [sintesi ripensata] In occasione di questo incontro, ripensando il tema del padre, mi è venuto in mente come nella Bibbia vi siano indicate – tra le altre – due paternità, polari tra loro: la paternità di Dio padre (prima persona della Trinità) e la paternità di Giuseppe, padre di Gesù. Quest’ultima definita putativa, in quanto priva, secondo un’ottica ordinaria, del requisito minimo di paternità – quello biologico. Nella mia ricerca, anch’io, come tanti – pur tenendo conto delle acutissime argomentazioni di biblisti e teologi riguardo alla continuità tra Antico e Nuovo…

  • POETI

    Tomas Tranströmer – Poesia dal silenzio

    Epilogo Dicembre. La Svezia è una nave malandata in missione. Contro il cielo del tramonto sta il suo albero aspro. E il tramonto è più lungo di un giorno – la via che porta qui è sassosa: solo verso mezzogiorno esce la luce e il colosseo dell’inverno si alza, illuminato da nuvole irreali. Allora sale d’un tratto vertiginoso il fumo bianco dai villaggi. Altissime stanno le nuvole. Alle radici dell’albero celeste fruga il mare, distratto, come in ascolto di qualcosa. (Invisibile viaggia sull’altra metà dell’anima un uccello che sveglia chi dorme con le sue grida. Così il telescopio gira, cattura un altro tempo ed è estate: mugghiano le montagne, gonfie…

  • la mente intralinguistica,  PROLEGOMENI

    Giampaolo Sasso – i fenomeni intralinguistici. I cinque campi

    Nel corso dei suoi studi, Sasso, ha prestato particolare attenzione alle strutture profonde del linguaggio poetico, alle innumerevoli connessioni tra la mente e il testo. La sua pubblicazione più sistematica e completa in materia è La Mente intralinguistica, L’instabilità del segno: anagrammi e parole dentro le parole (Marietti 1993). Proprio da questo testo riportiamo l’incipit del primo capitolo, nel quale Sasso individua cinque tipologie di fenomeni, come tentativo di avvicinamento alle dinamiche in gioco da La Mente Intralinguistica pp. 3-4 I più importanti fenomeni intralinguistici cui questo studio fa implicitamente riferimento sono suddivisibili in cinque campi: 1. Sono, ad esempio, fenomeni inquadrabili dal punto di vista intralinguistico molti casi di riorganizzazione del…

  • POETI

    Forugh Farrokhzad – La strage dei fiori

    Saluterò di nuovo il sole . Saluterò di nuovo il sole,e il torrente che mi scorreva in petto,e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensierie la crescita dolorosa dei pioppi in giardinoche con me hanno percorso le secche stagioni. Saluterò gli stormi di corviche a sera mi portavano in offertal’odore dei campi notturni. Saluterò mia madre, che viveva in uno specchioe aveva il volto della mia vecchiaia.E saluterò la terra, il suo desiderio ardentedi ripetermi e riempire di semi verdiil suo ventre infiammato,sì, la saluteròla saluterò di nuovo. Arrivo, arrivo, arrivo,con i miei capelli, l’odore che è sotto la terra,e i miei occhi, l’esperienza densa del buio.Con gli arbusti che…