Giovanni Raboni – da Quare tristis
Piú la gente che c’era se ne va
.
Piú la gente che c’era se ne va
o si nasconde e meno avrebbe senso
lasciarla da vivo questa città
senza vita. Sí, ogni tanto ci penso,
.
immagino un altro cielo, un incenso
meno acre ma chi me lo ridà
l’alitare, il parlottare, l’immenso
silenzioso brusío di chi non ha
.
casa che nel mio ricordo? Per quanti
siano i vivi che amo non saranno
mai tanti come loro, gli sfrattati
.
dal tempo, i clandestini, gli abbonati
fuori elenco a telefoni che hanno
numeri di cinque cifre soltanto.
…
Giovanni Raboni, da Quare tristis, (Mondadori 1998)
Giovanni Raboni, poeta e critico (Milano 1932 – Parma 2004). Sulla linea della tradizione lombarda, sviluppò fin dalla prima raccolta (Le case della Vetra, 1966) una poetica civile ma anche esistenziale. La sua ricerca continuò quindi con Cadenza d’inganno (1975), Il più freddo anno di grazia (1977), Nel grave sogno (1982), Canzonette mortali (1986), Versi guerrieri e amorosi (1990), Ogni terzo pensiero (1994), A tanto caro sangue. Poesie 1953-1987 (1988). Autore di saggi e di prose narrative, si distinse in campo editoriale e nel giornalismo (critico teatrale del Corriere della sera dal 1987), R. svolse anche un’importante attività di traduttore, molto importante la sua traduzione di M. Proust, Alla ricerca del tempo perduto. Pubblicò infine le raccolte Quare tristis (1998) e Barlumi di storia (2002).
La biografia completa Qui: https://www.giovanniraboni.it/biografia-dettagliata/


