DIARI e LETTERE

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    Antonio Delfini – I Diari. Scrivere “chiaro come l’aria”

    Marco Belpoliti, nella sua introduzione ai Diari, definisce Delfini: L’imprendibile. Ed è così. In questi diari, infatti, i moti dell’anima dell’autore sembrano portati da un’insolita leggerezza – da ingenuità e freschezza. Da una complessità di elementi, quindi, difficilmente definibili nel loro insieme. L’enigmaticità, qui, è la cifra. Una realtà fuori dalle norme della letteratura novecentesca. Il candore, la discontinuità, la stravaganza, il fascino – lo sviamento dalle regole previste per lo status di scrittore. E poi la sua vergogna di scrivere, e d’esistere. Di essere così, senza poter mai cambiare. Vi è come un senso dissacratore commisto a un sentimento di malinconia e angoscia [questi ultimi, comunque, sempre dominanti come…

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    Sylvia Plath – Diari. Dai barlumi dell’io

    Fin da bambina e poi, senza intermissione, fino alla sua morte (a poco più di trent’anni per suicidio), Sylvia Plath, scrisse il suo diario. Questo diario – che, di sicuro, dopo le poesie, sono l’opera più importante. Nella prefazione il marito e poeta Ted Hughes evidenzia lo slancio creativo che in lei, sotto traccia, si muoveva di continuo, come in un processo alchemico. Lei era in continua ricerca, e “forse (scrive Hughes) in una cultura diversa, sarebbe stata [anche] felice”. Ma Plath, in realtà, che cosa cercava? Certo “qualcosa in lei tendeva all’essenza, come in un processo di progressiva purificazione. Una comunione con lo spirito o con la realtà, o…

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    Fëdor Dostoevskij – da “Lettere sulla creatività”

    L’uomo, per Dostoevskij, è in perenne combattimento tra due contrapposte tensioni. Da una parte lo scetticismo [e il nichilismo] – dall’altra il dogmatismo. E comunque entrambe deviano l’uomo dalla sua vera essenza, occultando ogni traccia di crisi. Mentre è proprio grazie alla crisi che, nel tentativo del superamento, l’uomo si spinge verso l’autentica libertà. Solo mediante una ricerca dolorosa, infatti, egli può accrescere questa sua facoltà. In questo contesto assume un ruolo centrale il Cristo, ossia il portatore della “verità che rende liberi”. Tutta la storia, da quella universale a quella individuale, è in evoluzione. Solo mediante una lotta, tra cielo e terra, si può raggiungere la meta. Cristo da…

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    Cristina Campo – Il mio pensiero non vi lascia. Lettera al padre

    IN LIMINE: LA VITA RITROVA UN SENSO – Cristina Campo, attraverso la sua prosa, ci parla del suo essere nella scrittura. Del suo rigore, della sua ossessione per la perfezione, anche mediante l’amore per suo padre. “Papà non dubitare: scriverò, scriverò bene” Da Il mio pensiero non vi lascia. (Adelphi 2011), pp. 11-13 . 12 novembre [1943] Ore 8 Papà carissimo, la mia calligrafia stessa dovrebbe apparirti diversa, stasera! Quando siamo entrate in casa ieri nel pomeriggio, M [inet] ed io, ho avuto per un attimo la sensazione di naufragare nel nulla. Mi pareva superiore alle mie forze vivere ancora in una casa e in una stanza dove avevo tanto…

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    Nelly Sachs – una lettera a Paul Celan

    La “cosmogonia del dolore” è presente in ogni pagina di Nelly Sachs poiché lei oramai sente che attraverso lo sprofondamento tutto si redime. Al di là del tema, quindi, le sue sono sempre “lettere dalla notte”. Impegnata in letture e meditazioni riprese dalla mistica ebraica, il buio le diviene ogni giorno più familiare. Dentro la sua notte della memoria, quella della Shoah. Così che tutto in lei sembra connettersi alla immensa notte mistica. La notte come stato imperfetto che «splende solo quando viene incluso nel Giorno». È la continua tensione verso il ricongiungimento, propria alla mistica dello Zohar. Stoccolma, 9.1.1958 Bergsundsstrand Caro poeta, caro essere umano Paul Celan, la Sua…