OLTRE

Adriana Zarri – preghiere inutili

Pregare è un prato d’erba

.

Pregare non è dire preghiere:

pregare è rotolare

nel buio della tua luce,

e lasciarci raccogliere,

e lasciarci parlare

e lasciarci tacere

da te.

Pregare sei tu che preghi,

tu che respiri,

tu che mi ami;

e io mi lascio andare

da te.

Pregare è un prato d’erba,

e tu ci passi sopra.

Adriana Zarri, da «Tu» Quasi preghiere (Lindau 2021)

a cura di Francesco Occhetto


Adriana Zarri (1919-2010) è stata teologa di linea conciliare ancor prima del Concilio Vaticano II, scrittrice, voce libera, monaco ed eremita. Ha partecipato a trasmissioni televisive con Sergio Zavoli, a Samarcanda con Michele Santoro e ha scritto su: «il Manifesto», «Rocca», «Concilium», «Micromega». Dal 1975 ha vissuto in campagna coltivando la terra, allevando animali e scrivendo. Fra le molte opere narrative e saggistiche ricordiamo: Impazienza di Adamo (1964), Erba della mia erba (1981), Dodici lune (1989), Vita e morte senza miracoli di Celestino VI (2008). Presso Einaudi sono usciti: Un eremo non è un guscio di lumaca (2011) e Teologia del quotidiano (2012).

lavora in biblioteca. Terminati gli studi in Giurisprudenza e in Teologia ha continuato ad approfondire i contenuti di alcune correnti spirituali d’oriente e d’occidente, ampliando, allo stesso tempo, la sua ricerca poetica. Nel corso degli ultimi anni suoi contributi, sulla poesia e la parola, sono stati pubblicati da Fara Editore e dalle Edizioni CFR. É stato condirettore della collana di scrittura, musica e immagine “La pupilla di Baudelaire” della casa editrice Le loup des steppes. In poesia ha pubblicato Legni (Ladolfi Editore, 2014 - Premio “Oreste Pelagatti” 2015), il libro d'arte Borgo San Giovanni (Fiori di Torchio, Seregn de la memoria, 2018). Al di qua di noi (Arcipelago itaca Edizioni, 2023) è la sua ultima raccolta.

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