Piera Oppezzo – una poesia da “Una lucida disperazione”
Vivente stende la mappa
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Tutte le geografie orchestra di popoli.
Vivente stende la mappa e nel bel disegno
avvista in dettaglio la partitura spartita.
Il siamo qui di ogni altrove.
Vorrebbe imbattersi in come suona
una biografia al chilometro laggiù
direzione est direzione ovest.
Quali strumenti? Vivente si apposta
per un ascolto attento e elementare.
Anche appena percepire. Intrattenersi
con gli accordi del circondario
dimensione terra. Narrazione dal vero
non proprio nitida nel senso. Sillabe
viandanti – tanto per tornare alle parole.
Vivente lancia un ovvio evviva. Vivente
è già una folla in-vestita di costumi e voci.
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1977-98
in “Anterem”, 57 (98)
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Piera Oppezzo, Una lucida disperazione (Interlinea, 2016)
a cura di di Luciano Martinengo. Introduzione di Giancarlo Majorino
Piera Oppezzo, poetessa italiana (Torino 1934 – Miazzina 2009). Con una lingua diretta, quasi scarna per risultare trasparente, per esprimere al meglio il reale e per dare spazio al concetto, ha pubblicato nel 1966 la prima raccolta di poesie L’uomo qui presente, che è stata ampiamente recensita e apprezzata. Le poesie scritte in precedenza sono state pubblicate postume nel 2021 in Esercizi d’addio. Poesie inedite 1952-1965. Altre raccolte di poesia sono: Sì a una reale interruzione (1976), Le strade di Melanctha (1987), Andare qui (2003), Una lucida disperazione (post., 2016). Le opere in prosa sono i romanzi brevi Minuto per minuto (1978) e A note legate (1991), e la raccolta di racconti Racconta (1989).
da Enciclopedia Treccani online
La biografia completa: Qui: https://www.treccani.it/enciclopedia/piera-oppezzo/


