DIARI e LETTERE

Nelly Sachs – una lettera a Paul Celan

La “cosmogonia del dolore” è presente in ogni pagina di Nelly Sachs

poiché lei oramai sente che attraverso lo sprofondamento tutto si redime. Al di là del tema, quindi, le sue sono sempre “lettere dalla notte”.

Impegnata in letture e meditazioni riprese dalla mistica ebraica, il buio le diviene ogni giorno più familiare. Dentro la sua notte della memoria, quella della Shoah. Così che tutto in lei sembra connettersi alla immensa notte mistica. La notte come stato imperfetto che «splende solo quando viene incluso nel Giorno». È la continua tensione verso il ricongiungimento, propria alla mistica dello Zohar.

Stoccolma, 9.1.1958

Bergsundsstrand

Caro poeta, caro essere umano Paul Celan, la Sua lettera ha portato anche questa volta tanta gioia ma, La prego, mi chiami per nome, ho la sensazione che il miracolo di aver conquistato un essere umano nonostante la lontananza debba essere festeggiato incontrandosi senza riserve, con la pura essenza di noi stessi.

Mi è giunto oggi «Botteghe oscure», il numero dellautunno 1957. Quale impresa dare alle stampe una simile raccolta di forze intellettuali. Come sono riconoscente di poter essere della partita! E comunque ciò che è più bello è che sia stato Lei a prendersi cura delle mie cose. In fondo i miei libri hanno girovagato finora come orfanelli. Naturalmente vi sono alcuni esseri umani ai quali ho potuto dare qualcosa grazie ad essi, ma all’infuori di quei pochi nessuno ne ha voluto sapere niente, e l’editore Fischer è stato costretto a mandare al macero una parte di Sternverdunkelung. Il mio nuovo editore, Ellermann, uomo coraggioso, non ha voluto prestare ascolto ai miei avvertimenti.

Per quanto mi riguarda è già una vera fortuna possedere qualche amico, ma, Lei mi capisce, caro poeta, avrei voluto anche qualcosa di diverso. Così ora, dopo tanta sofferenza, mi devo persino abituare alla gioia, e quando i poeti svedesi, il primo dell’anno, mi hanno consegnato il loro premio da poco istituito, non ho proprio capito più niente e mi sono sentita molto confusa: a me, un’esule di lingua straniera, tanto onore.

Vi è in me, vi è sempre stato e vive in me con ogni mio respiro la fede in un’attività cui siamo stati chiamati: impregnare di dolore la polvere, darle un’anima. Io credo in un universo invisibile nel quale iscriviamo ciò che abbiamo inconsapevolmente compiuto. Sento l’energia della luce che fa scaturire la musica dalle pietre e soffro per la freccia della nostalgia, la cui punta ci colpisce subito a morte e ci spinge a cercare al di fuori, là dove l’insicurezza inizia a sciacquare via ogni cosa.

Dal popolo al quale appartengo mi è venuta in aiuto la mistica chassidica, che, così come avviene per ogni altro genere di mistica, deve riportare ogni volta la propria dimora nelle doglie del parto, lontano da dogmi e istituzioni.

[…] Ho ancora nel cassetto dei manoscritti di esperimenti teatrali, e in questo momento sto lavorando a un altro esperimento teatrale. In Abram im Salz ho tentato di rianimare l’antico teatro rituale che comprende mimica e musica. Nachtwache mette in scena il tema della vittima e del carnefice, e ora, in quello nuovo, convergono attualità e mito. Tutti esperimenti che sarà forse impossibile mettere in scena, con i quali ho però voluto spingermi oltre i confini della poesia. Rudolf Sellner, del Teatro di Darmstadt, mi ha fatto coraggio.

Questo le volevo comunicare, caro amico, semplicemente perché Lei ne sia a conoscenza, in quanto io stessa, infatti, non so per quanto tempo reggeranno ancora le mie forze.

Addio, e la benedizione sia con Lei

Sua Nelly Sachs

*

Paul Celan Nelly Sachs – Corrispondenza (Giuntina 1993)

Edizione italiana a cura di Anna Ruchat

Titolo originale: Briefwechsel

Biografia – da Enciclopedia Treccani online

Nelly Sachs (Berlino 1891 – Stoccolma 1970). Figlia di un facoltoso commerciante ebreo, esordì con poesie e racconti, in seguito ripudiati, di tendenza neoromantica. Nel 1940, con l’aiuto della scrittrice S. Lagerlöf (cui aveva dedicato le sue Legenden und Erzählungen, 1921), si rifugiò con la madre in Svezia, dove poi prese la cittadinanza. Il trauma delle persecuzioni e della fuga provocò una rottura netta con le precedenti esperienze e l’avvio di una produzione lirica e lirico-drammatica nuova, in cui si fondono il destino personale e quello del popolo di Israele, ossessivamente evocati tramite un linguaggio immaginifico che si fonda su tradizioni antiche personalmente recuperate. La prima raccolta delle liriche della nuova maniera, In den Wohnungen des Todes, è del 1947.

La biografia completa Qui: https://www.treccani.it/enciclopedia/nelly-sachs/

articoli collegati: Nelly Sachs – Lettere dalla notte. La cosmogonia del dolore – il Cipresso Bianco

lavora in biblioteca. Terminati gli studi in Giurisprudenza e in Teologia ha continuato ad approfondire i contenuti di alcune correnti spirituali d’oriente e d’occidente, ampliando, allo stesso tempo, la sua ricerca poetica. Nel corso degli ultimi anni suoi contributi, sulla poesia e la parola, sono stati pubblicati da Fara Editore e dalle Edizioni CFR. É stato condirettore della collana di scrittura, musica e immagine “La pupilla di Baudelaire” della casa editrice Le loup des steppes. In poesia ha pubblicato Legni (Ladolfi Editore, 2014 - Premio “Oreste Pelagatti” 2015), il libro d'arte Borgo San Giovanni (Fiori di Torchio, Seregn de la memoria, 2018). Al di qua di noi (Arcipelago itaca Edizioni, 2023) è la sua ultima raccolta.

Lascia una risposta