POETI

Clemente Rebora – una poesia da Canti anonimi

dall’immagine tesa

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Dall’immagine tesa
vigilo l’istante
con imminenza di attesa —
e non aspetto nessuno:
nell’ombra accesa
spio il campanello
che impercettibile spande
un polline di suono —
e non aspetto nessuno:
fra quattro mura
stupefatte di spazio
più che un deserto
non aspetto nessuno.
Ma deve venire,
verrà, se resisto
a sbocciare non visto,
verrà d’improvviso,
quando meno l’avverto.
Verrà quasi perdono
di quanto fa morire,
verrà a farmi certo
del suo e mio tesoro,
verrà come ristoro
delle mie e sue pene,
verrà, forse già viene
il suo bisbiglio.

Clemente Rebora, da Canti anonimi (Il Convegno editoriale 1922)

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Clemente Rebora (Milano 1885 – Stresa 1957); insegnante di lettere a Milano; collaboratore della Voce, di Riviera ligure e di altri periodici. La problematica morale, la ricerca d’assoluto che già informava i suoi primi versi (Frammenti lirici, 1913), in cui a modi di sapore vagamente aulico, proprî di una tradizione poetica soprattutto lombarda (da Parini agli scapigliati), si mescolavano modi iterativi alla Péguy o analogici proprî delle nuove esperienze lirico-frammentiste, vennero maturando in lui quella crisi spirituale (testimoniata dai Canti anonimi, 1922), che più tardi (1929) sboccò nel suo approdo alla fede cattolica. Ritiratosi (1931) in un convento rosminiano di Domodossola, nel 1936 fu ordinato sacerdote. E da allora le sue rare poesie (Via Crucis, 1955; Curriculum vitae, 1955; Gesù il Fedele, 1956; Canti dell’infermità, 1956, ed. accr. 1957; Iconografia, post., 1959; Ecco dal ciel più grande, post., 1965) costituiscono un profondo colloquio con Dio, balenante di reminiscenze terrene e di visioni paesistiche. R. procurò anche, da giovane, eccellenti traduzioni di Andreev, Tolstoj e Gogol´. Già in parte ordinata dal fratello Piero in Le poesie. 1913-1947 (1947), la produzione poetica di R. è stata poi raccolta, a cura di V. Scheiwiller, in Le poesie. 1913-1957 (1961, ed. accr. 1982; nuova ed. a cura di G. Mussini e V. Scheiwiller, 1988); a cura di M. Marchione sono stati pubblicati 2 voll. di Lettere (1976-82: I, 1893-1930; II, 1931-1957), mentre l’opera omnia è stata raccolta nel volume Poesie, prose e letterature (collana I Meridiani, a cura A. Dei, 2015).

Biografia – dal Dizionario Biografico Treccani:

https://www.treccani.it/enciclopedia/elenco-opere/Dizionario_Biografico

lavora in biblioteca. Terminati gli studi in Giurisprudenza e in Teologia ha continuato ad approfondire i contenuti di alcune correnti spirituali d’oriente e d’occidente, ampliando, allo stesso tempo, la sua ricerca poetica. Nel corso degli ultimi anni suoi contributi, sulla poesia e la parola, sono stati pubblicati da Fara Editore e dalle Edizioni CFR. É stato condirettore della collana di scrittura, musica e immagine “La pupilla di Baudelaire” della casa editrice Le loup des steppes. In poesia ha pubblicato Legni (Ladolfi Editore, 2014 - Premio “Oreste Pelagatti” 2015), il libro d'arte Borgo San Giovanni (Fiori di Torchio, Seregn de la memoria, 2018). Al di qua di noi (Arcipelago itaca Edizioni, 2023) è la sua ultima raccolta.

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