la mente intralinguistica,  PROLEGOMENI

La mente intralinguistica – i segreti del segno

Giampaolo Sasso, da molti decenni, studia nel profondo le strutture del linguaggio poetico, in particolare ricercando le connessioni più nascoste tra la mente e il testo. Non c’è dubbio che il suo contributo abbia rinnovato, in un certo modo, l’ambito di questi studi, avendo il carattere della originalità.

La sua pubblicazione più nota, in materia, è La Mente intralinguistica, L’instabilità del segno: anagrammi e parole dentro le parole. Presentazione di Cesare Segre, Marietti, 1993.

Per me un libro imprescindibile.

Molti dei suoi lavori, fino a qualche tempo fa, erano consultabili e scaricabili attraverso il suo portale online. Oramai, purtroppo, questo avamposto non è più attivo. Riporto qui di seguito l’inizio di un suo scritto [ripreso, appunto, dal suo sito] introduttivo alla sua teoria.

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Da Saussure a Jakobson e Starobinski, le ricerche sull’anagramma hanno sancito il ruolo e l’importanza di questo fenomeno linguistico in poesia. Ma è un fenomeno davvero compreso nella sua importanza? E’ possibile oggi un’analisi del testo poetico senza una conoscenza approfondita della struttura combinatoria del linguaggio? Quali sono le ragioni per cui l’anagramma porta ordine ed equilibrio nei processi generativi del testo? Come è possibile che, pur essendo un fenomeno inconscio, contribuisca in modo così preciso all’intera organizzazione, semantica e formale, del testo? Nel sito è esposta la teoria completa dei fenomeni intralinguistici, che dimostra come l’anagramma è il fondamento del testo poetico. I testi analizzati sono non solo italiani (Dante, Petrarca, Foscolo, Carducci, Leopardi, Ungaretti, Montale, ecc.), ma anche stranieri (Mallarmè, Blake, Yeats, Eliot, ecc..). La trattazione dei vari esempi chiarisce come affrontare questo nuovo metodo di studio, e metterne a confronto i risultati con i metodi tradizionali.

Cos’è un flusso di anagrammi

1. In un testo poetico gli anagrammi formano un tessuto di legami nell’enunciato: qualsiasi tratto dell’enunciato, perciò, può essere esplorato nelle relazioni che i suoi anagrammi hanno con le altre parti del testo. Lo studio del testo può essere fatto anagramma per anagramma, o per gruppi di anagrammi: questi ultimi costituiscono i flussi di anagrammi, che caratterizzano tipicamente gli anagrammi dipendenti da una parola, da un sintagma, da un verso o dall’intero testo. I flussi possono essere discendenti, ascendenti, o di entrambi i tipi; possono inoltre essere esplorati nei diversi ranghi degli anagrammi, in modo da accertare le diverse proprietà combinatorie del testo.

Qui di seguito vediamo i flussi dell’intero testo di una poesia di Ungaretti, per R≥3, R≥4, R≥6:

I ranghi maggiori indicano l’accentuarsi della posizione degli anagrammi sull’inizio e la fine dei versi, e il flusso di R≥6, in particolare, è diretto a definire la fine del testo: ciò segnala le proprietà della formalizzazione del flusso globale del testo.

Qui sotto, a sinistra, si ha il flusso discendente di «barbaglio» e, a destra, il flusso ascendente-discendente di «leggero»:

Il flusso di «barbaglio» indirizza prevalentente a «naufragio» e al sintagma «sarà leggero» e, in misura minore, al sintagma «giovane giorno». Il flusso ascendente-discendente di «leggero» è soprattutto formale. L’analisi sistematica delle relazioni che il flusso anagrammatico di ogni parola ha con le altre parole permette di precisare il significato simbolico che esse hanno nel testo.

 I flussi più importanti hanno origine, in genere, dal primo verso, e il loro studio è spesso sufficiente a chiarire le principali funzioni strutturali del sistema anagrammatico del testo.”

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Dato il fascino di questi studi, Il Cipresso Bianco si ripromette di proseguire, qui, prossimamente, coi contributi di Giampaolo Sasso.

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Psicoanalista e linguista, Giampaolo Sasso, si occupa da anni delle strutture del pensiero inconscio. Al particolare metodo di analisi del testo poetico basato sulle orditure anagrammatiche ha già dedicato Le strutture anagrammatiche della poesia (Feltrinelli, 1982), La mente intralinguistica (Marietti, 1993), Il segreto di Keats (Pendragon, 2006), Il dialogo segreto d’amore tra due sonetti di Dante (Aracne, 2019) e L’enigma di Dante (Pendragon 2021). Tra i suoi testi di argomento psicoanalitico ricordiamo La struttura dell’oggetto e della rappresentazione (Astrolabio, 1999), Psicoanalisi e neuroscienze (Astrolabio, 2005), The Development of Consciousness: An Integrative Model of Child Development, Neuroscience and Psychoanalysis (Karnac, 2007), La nascita della coscienza (Astrolabio, 2011).

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l’immagine in evidenza è la copertina del libro La Mente intralinguistica, L’instabilità del segno: anagrammi e parole dentro le parole, Marietti, 1993.

lavora in biblioteca. Terminati gli studi in Giurisprudenza e in Teologia ha continuato ad approfondire i contenuti di alcune correnti spirituali d’oriente e d’occidente, ampliando, allo stesso tempo, la sua ricerca poetica. Nel corso degli ultimi anni suoi contributi, sulla poesia e la parola, sono stati pubblicati da Fara Editore e dalle Edizioni CFR. É stato condirettore della collana di scrittura, musica e immagine “La pupilla di Baudelaire” della casa editrice Le loup des steppes. In poesia ha pubblicato Legni (Ladolfi Editore, 2014 - Premio “Oreste Pelagatti” 2015), il libro d'arte Borgo San Giovanni (Fiori di Torchio, Seregn de la memoria, 2018). Al di qua di noi (Arcipelago itaca Edizioni, 2023) è la sua ultima raccolta.

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