POETI

Nelly Sachs – Poesie da “E nessuno sa continuare”


Mistero irruppe dal mistero

(Zohar: Capitolo della creazione)

.


I


E allora scrisse l’autore dello Zohar
e aprì le vene del linguaggio
e attinse sangue dalle stelle
che invisibili ruotavano, accese
solo dalla nostalgia.


Il morto alfabeto risorse dalla fossa,
angelo di lettere, antichissimo cristallo,
sepolto con gocce della creazione,
che cantavano – e attraverso vedevi
scintillare rubino e giacinto e Lapis
quando la pietra era ancora molle
e seminata come i fiori –
E, nera tigre, ruggì
la notte; e si rivoltava
e sanguinava di scintille
la ferita del giorno.


La luce era già una bocca muta,
solo un’Aura tradiva ancora Dio.

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II


E srotola, come fossero i panni
che avviluppano la nascita e la morte,
il corpo dell’alfabeto, crisalide
di tenebre verdi, rosa, bianche
e lo riavvolge in pena d’amore
come fanno le madri; che il dolore è rifugio alla
[luce.


Pure, mentre lui fa come l’estate o l’inverno
già vibrano per l’aria desideri, trasformati dalla
[nostalgia.

.


III


E batteva col martello del suo cuore
e strappava dalla biblica tomba edera di morte
e vide il volto nudo dell’acqua, dell’aria, del fuoco
[e della sabbia
e vide il mare vuoto tra le stelle: solitudine;
e vide la nostalgia di tutti gli occhi,
e ogni ala aveva patria in ogni luogo
l’addio era una foglia e cadeva dal linguaggio


e dietro di lei il Suo Nome
irruppe come un falco della morte –

.


IV


E Metatron, l’angelo supremo,
alto cinquecento miglia,
e batte la ruota
piumata di luce e fa suonare
una musica in cui gravitano universi,
quintessenza dell’amore!


Nostalgia scandaglia
il mare delle parole finché i raggi
esplodono – e la vita s’accosta
con la sua piaga –

.


V


E dall’oscuro ardore Giacobbe fu colpito
e rese zoppo; così era scritto nella prima sera.
Quello che avvenne tra i denti della notte
è intessuto nel muso nero dell’enigma –
nessuno torna illeso dal suo dio –


Ma le stelle sbandate riposano nel verbo
e gli subentra zoppicando distorta nostalgia.

.

Nelly Sachs, Al di là della polvere (Einaudi, 1966)

poesia tratta dalla raccolta E nessuno sa continuare

Traduzione di Ida Porena,

Titolo originale Und niedmand weiss weiter, Amburgo-Monaco, 1957

Nelly Sachs (Berlino 1891 – Stoccolma 1970). Figlia di un facoltoso commerciante ebreo, esordì con poesie e racconti, in seguito ripudiati, di tendenza neoromantica. Nel 1940, con l’aiuto della scrittrice S. Lagerlöf (cui aveva dedicato le sue Legenden und Erzählungen, 1921), si rifugiò con la madre in Svezia, dove poi prese la cittadinanza. Il trauma delle persecuzioni e della fuga provocò una rottura netta con le precedenti esperienze e l’avvio di una produzione lirica e lirico-drammatica nuova, in cui si fondono il destino personale e quello del popolo di Israele, ossessivamente evocati tramite un linguaggio immaginifico che si fonda su tradizioni antiche personalmente recuperate. La prima raccolta delle liriche della nuova maniera, In den Wohnungen des Todes, è del 1947.

da Enciclopedia Treccani online

La biografia completa Qui: https://www.treccani.it/enciclopedia/nelly-sachs/

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lavora in biblioteca. Terminati gli studi in Giurisprudenza e in Teologia ha continuato ad approfondire i contenuti di alcune correnti spirituali d’oriente e d’occidente, ampliando, allo stesso tempo, la sua ricerca poetica. Nel corso degli ultimi anni suoi contributi, sulla poesia e la parola, sono stati pubblicati da Fara Editore e dalle Edizioni CFR. É stato condirettore della collana di scrittura, musica e immagine “La pupilla di Baudelaire” della casa editrice Le loup des steppes. In poesia ha pubblicato Legni (Ladolfi Editore, 2014 - Premio “Oreste Pelagatti” 2015), il libro d'arte Borgo San Giovanni (Fiori di Torchio, Seregn de la memoria, 2018). Al di qua di noi (Arcipelago itaca Edizioni, 2023) è la sua ultima raccolta.

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